Sostanze illegali

Zorzut Giuliano
Direttore SC Dipendenze Dipartimento Assistenza Primaria – Azienda per l’Assistenza Sanitaria n.2 “Bassa Friulana-Isontina”
Il termine tossicodipendenza deriva dal greco toxicon, che significa veleno, e indica uno stato di assunzione periodica o cronica di una sostanza.
Secondo la definizione data dal Dipartimento delle politiche Antidroga, si tratta di una complessa malattia del cervello, correlata a disturbi comportamentali, rischi infettivi e psichiatrici, causata da un’iniziale assunzione volontaria della sostanza, che mette ad alto rischio la salute dell’individuo.
Parlando di tossicodipendenza ci si riferisce soprattutto alle sostanze illegali, ovvero a quelle sostanze stupefacenti che, conosciute comunemente come droghe, agiscono direttamente sull’attività mentale e interferiscono con i meccanismi e i processi del cervello, alterando in tal modo l’equilibrio psichico e fisico dell’individuo che ne fa uso. Per definizione, ne è assolutamente vietato l’uso, la produzione, il commercio e il possesso, sulla base delle legislazioni dei singoli Paesi.
L’uso persistente di tali sostanze genera lo stato di malattia, creando nel tempo “una condizione di alterazione neuropsicobiologica e di sofferenza patologica”, che riduce l’autonomia e la capacità di decisione del soggetto a causa della “presenza di un comportamento compulsivo caratterizzato dalla spirale “desiderio-ricerca-assunzione” (craving) della sostanza” 1.
1 Dipartimento delle Politiche Antidroga, Il Dipartimento delle dipendenze. Linee di indirizzo e orientamenti organizzativi per l’integrazione dell’offerta e dei servizi, Roma 2011

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