Gioco d’azzardo

Moratti Enrico
Responsabile f.f. S.O.C. Ser.T. – Dipartimento Dipendenze Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Udine
Classificato dal DSM-V 1 all’interno dei disturbi non correlati a sostanze, il disturbo da gioco d’azzardo è definito quale “comportamento problematico persistente o ricorrente legato al gioco d’azzardo che porta a disagio o compromissione clinicamente significativi”.
Tale disturbo è definito da un insieme di quattro o più sintomi che si verificano in qualunque momento lungo un periodo di 12 mesi. Nello specifico si tratta delle seguenti condizioni: l’individuo ha bisogno di quantità crescenti di denaro per raggiungere l’effetto desiderato; nel momento in cui cerca di smettere o di ridurre il gioco, diventa irritabile o irrequieto; ha fatto ripetuti tentativi inutili per controllare, ridurre o smettere di giocare; manifesta pensieri o preoccupazioni ricorrenti nei confronti del gioco d’azzardo; spesso gioca d’azzardo se si sente a disagio e gioca nuovamente, dopo aver perso denaro; mente per mascherare la gravità del suo coinvolgimento nel gioco d’azzardo; ha compromesso attività e relazioni importanti a causa del gioco d’azzardo; conta sugli altri per cercare il denaro necessario a risolvere questioni finanziarie disperate provocate dal gioco d’azzardo.
Generalmente, tale disturbo – che emerge in individui che presentano particolari condizioni neuropsichiche di vulnerabilità allo sviluppo della dipendenza – appare a seguito di un comportamento volontario di gioco d’azzardo e si manifesta nel corso degli anni. Negli individui con disturbo da gioco d’azzardo, le giocate crescono sia in frequenza sia in quantità di scommesse, aumentando solitamente nei periodi di stress, depressione, o durante periodi di uso di sostanze o di astinenza.
1 American Psychiatric Association, Manuale Diagnostico e statistico dei disturbi mentali, DSM-V, Raffaello Cortina Editore, Milano 2014, p. 681

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