Alcol

Sabbion Roberta
Direttore Dipartimento delle Dipendenze – Azienda per l’Assistenza Sanitaria n. 5 “Friuli Occidentale”
Il disturbo da uso di alcol, come classificato dal DSM-V 1, è definito da una serie di sintomi comportamentali e fisici che possono comprendere astinenza, tolleranza e craving. Tale disturbo porta a disagio e compromissione clinicamente significativi, come manifestato da alcuni sintomi quali: assunzione di alcol in quantità maggiori e per un periodo prolungato rispetto alle intenzioni iniziali; desiderio forte di procurarsi l’alcol e sforzi inutili per ridurne o controllarne l’assunzione; uso continuato e ricorrente di alcol, nonostante le gravi ricadute sulla vita sociale, familiare, lavorativa; uso di alcol in situazioni a rischio; tolleranza e astinenza.
Si tratta di un disturbo comune, spesso associato a problemi simili a quelli provocati da altre sostanze, come ad esempio cannabis, cocaina, eroina, ansiolitici. L’alcol può essere utilizzato per sostituire o attenuare gli effetti di altre sostanze e il suo uso in quantità elevate determina effetti quali depressione, ansia, insonnia, che si manifestano prima o dopo una forte bevuta. L’uso prolungato della sostanza, può colpire quasi ogni apparato organico, in modo particolare il sistema nervoso e cardiovascolare.
L’alcol è la sostanza intossicante usata più di frequente e contribuisce in modo significativo alla morbilità e alla mortalità, tant’è che – secondo l’OMS – esso rappresenta il terzo più importante fattore di rischio di morte e di disabilità in Europa, preceduto solo dall’ipertensione e dal fumo, nonché il principale fattore di rischio tra i giovani.
1 American Psychiatric Association, Manuale Diagnostico e statistico dei disturbi mentali, DSM-V, Raffaello Cortina Editore, Milano 2014

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